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   Crimini contro le abitazioni e l’agricoltura

Oltre alle gravi distruzioni in Jenin e Nablus durante l’offensiva militare israeliana nell’aprile 2002 in Cisgiordania, le forze d’occupazione israeliane hanno regolarmente distrutto proprietà palestinesi ovunque nei territori occupati, “ripulendo” le terre palestinesi, e spesso, in un secondo momento, appropriandosene a scopo militare o per gli insediamenti. Le estese, illegali ed ingiustificate distruzioni ed espropriazioni di proprietà, non giustificate da necessità militari, sono crimini di guerra secondo la IV Convenzione di Ginevra.[21]

Lo stato d’Israele spesso dichiara che i palestinesi usano abitazioni e terre come basi dalle quali attaccare avamposti militari israeliani e gli insediamenti. Ciò nonostante, la maggior parte delle demolizioni di proprietà nella Striscia di Gaza avvengono senza alcun processo giudiziario, inclusi la presentazione di prove, avvertimenti adeguati od opportunità di appello. In alcuni campi rifugiati, fasce intere di case sono state distrutte per la creazione di “zone cuscinetto” tra le posizioni militari israeliane e le aree palestinesi. L’esercito israeliano distrugge inoltre case di cosidetti terroristi o delle loro famiglie, anche se le punizioni collettive sono proibite dalla Convenzione di Ginevra.[22]

Le forze di occupazione israeliane hanno demolito almeno 947 unità abitative nella Striscia di Gaza durante l’Intifada Al Aqsa, rendendo migliaia di palestinesi senzatetto.[23] Spesso, le famiglie vengono svegliate nel mezzo della notte e trovano un bulldozer israeliano fuori dalla loro casa, e vengono loro concessi pochi minuti per raccogliere tutto ciò che possono prima che la demolizione abbia inizio. La distruzione di un’abitazione e del suo contenuto è uno schiacciante scossone economico per la maggior parte dei palestinesi, dalla quale riprendersi è praticamente impossibile.

Nel marzo 2002, la Corte Suprema israeliana ha scelto di legalizzare le demolizioni di abitazioni nei territori occupati invece di vietarle, ma, allo stesso tempo, ha deciso che l’esercito dia un’opportunità per appellarsi all’azione. Le forze d’occupazione israeliane hanno da allora demolito un numero di abitazioni senza alcun preavviso, e ciò avviene in violazione del decreto legge della Corte Suprema.

Le demolizioni di abitazioni avvengono anche in Gerusalemme est. Queste demolizioni sono spesso giustificate dal pretesto che queste case sono state costruite senza permesso, anche se, regolamenti discriminatori rendono impossibile ai palestinesi ottenere un permesso per la costruzione di abitazioni.

Durante l’Intifada Al Aqsa, le forze d’occupazione israeliane hanno inoltre distrutto circa 17500 donums[24] di terra nella Striscia di Gaza (cioè circa il 9% dell’area arabile totale), gran parte della quale a scopo agricolo, mutilando i mezzi di sussistenza di migliaia di agricoltori. Queste distruzioni comprendono la distruzione di serre, pozzi, sistemi di irrigazione, magazzini ed alberi. Anche se le ostilità dovessero interrompersi immediamente, ci vorrebbero anni per ripristinare questa terra ad uso agricolo.

 

 

 

 

 


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[21] Articolo 147. Inoltre: “È vietato alla potenza occupante di distruggere beni mobili o immobili appartenenti individualmente o collettivamente a persone private, allo Stato o a enti pubblici, a organizzazioni sociali o a cooperative, salvo nel caso in cui tali distruzioni fossero rese assolutamente necessarie dalle operazioni militari.” Articolo 53, IV Convenzione di Ginevra.
[22] “Nessuna persona protetta può essere punita per un’infrazione che non ha commesso personalmente. Le pene collettive, come pure qualsiasi misura d’intimidazione o di terrorismo, sono vietate. […] Sono proibite le misure di rappresaglia nei confronti delle persone protette e dei loro beni”. Articolo 33, IV Convenzione di Ginevra
[23] Le statistiche in questo documento ricoprono il periodo dal 28 settembre 2000 al 31 marzo 2002, ed escludono le abitazioni parzialmente demolite o abitazioni danneggiate o distrutte da bombardamenti aerei.
[24] Un donum di terra corrisponde a mille metri quadri.

 


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