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..: Descrizione della Striscia di Gaza


Fino al 1948, la Striscia di Gaza era parte del mandato britannico sulla Palestina. Nel 1967, quando Israele la occupò, era invece parte dell’Egitto. Sebbene la Striscia di Gaza sia sotto l’occupazione israeliana, non è considerata parte d’Israele, né dal governo israeliano né da altre nazioni.

La Striscia ha approssimativamente un’area di 360 Km quadrati. Confina a sud con l’Egitto (un confine lungo 11 Km), e ad ovest con Israele (51 Km). I confini di terra e i suoi 40 Km di costa sono sotto il controllo israeliano. A differenza della Cisgiordania, la Striscia di Gaza è interamente circondata da una cinta di sicurezza controllata dall’esercito israeliano.


Quasi un milione e 200 mila palestinesi vivono nella Striscia di Gaza, facendone uno dei posti più densamente popolati della terra. Con gli accordi di Oslo, Israele detiene il controllo militare del 42% della Striscia, gran parte della quale è riservata a 6.000 coloni israeliani (il 5% della popolazione). Questo 42% include anche basi militari; tangenziali che “bypassano” il territorio palestinese, ad esclusivo uso israeliano, e che congiungono gli insediamenti ebrei con Israele; una zona cuscinetto lungo tutto il bordo; e “aree gialle” (aree popolate da palestinesi, ma sotto controllo militare israeliano).


Tre quarti della popolazione di Gaza sono rifugiati, espulsi da ciò che ora è Israele a partire della guerra del 1948, o i loro discendenti. Approssimativamente 400 mila di queste persone vivono in campi profughi delle Nazioni Unite. La popolazione palestinese nella Striscia di Gaza cresce rapidamente, ad un tasso di più del 4% l’anno, e metà della popolazione è sotto i quindici anni.


Gli insediamenti israeliani nella Striscia di Gaza sono illegali secondo il diritto umanitario internazionale.[1] Costruiti principalmente su terreno espropriato ai palestinesi, gli insediamenti distruggono la continuità territoriale delle aree palestinesi e sono usati per giustificare la presenza militare israeliana nei territori. Sono pesantemente fortificati e collegati ad Israele da tangenziali che sono off-limits per i palestinesi (le “bypass roads”). I coloni ebrei nella Striscia di Gaza non hanno alcun contatto con la popolazione palestinese.


Prima dello scoppio della seconda Intifada, l’Intifada “Al Aqsa”, iniziata dopo la visita di Ariel Sharon alla Spianata delle Moschee di Gerusalemme, l’economia di Gaza era valutata intorno al miliardo di dollari. Il settore dei servizi rappresenta la parte maggiore dell’economia, seguita dall’agricoltura. Secondo le Nazioni Unite, l’economia palestinese è diminuita del 50% durante l’ultimo quarto del 2000, principalmente a causa delle severe restrizioni sulla libertà di movimento imposte da Israele.[2] Circa 24 mila abitanti di Gaza, che lavoravano in Israele, sono ora inabilitati a raggiungere il loro lavoro a causa della chiusura dei bordi da parte di Israele.



 

 

 


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[1] “La potenza occupante non potrà procedere alla deportazione o al trasferimento di una parte della sua propria popolazione civile nel territorio da essa occupato”. Articolo 49, paragrafo 6, della IV Convenzione di Ginevra per la Protezione delle Persone Civili in Tempo di Guerra (1949).

[2] Vedere i reports disponibili su www.unsco.org

 


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